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Le terre di Carmen

Mi racconto…

Carmen e le sue terre

   

“Già da piccolo ero stato incline a guardare le forme bizzarre della natura… abbandonandomi al loro fascino e al loro complicato linguaggio. Lunghe radici d’albero affioranti, vene colorate nella pietra, macchie d’olio natanti nell’acqua, crepe nel vetro, tutte queste cose esercitavano su di me una grande attrattiva, soprattutto l’acqua e il fuoco, il fumo, le nubi, la polvere…”

Così dice Demian nell’omonimo libro di Hermann Hesse, e queste parole si adattano perfettamente anche alla mia personale poetica, poiché, come si nota nei miei quadri, io nutro una grandissima e deferente ammirazione verso i segni che la natura imprime spontaneamente sulle cose; essi sembrano originati senza alcuna progettazione, ma in realtà sono quanto di più scientifico e perfetto esista nell’Universo.

Anche se la mia pittura sembra casuale e “inconsapevole”, in realtà è anche il risultato di regole e ricerche molto precise e ripetibili. Per questo ho scelto come materiale la terra, con i suoi pigmenti naturali dai molteplici colori e li ho legati con un elemento altrettanto naturale, la resina degli alberi da frutto sciolta nell’acqua, che diventa uno straordinario collante.

La mia pittura ha come strumenti principali la manualità e la gestualità, poiché il contatto con il “medium”, per essere proficuo, deve avvenire in modo concreto e diretto, in una completa “full immersion” nel mondo naturale; in questo modo l’animo viene liberato da ogni oppressione e la pittura diventa un potente strumento catartico. Nei “segni”, nei “graffiti” e nelle “tracce” espresse con i pigmenti naturali emerge tutto il mio amore per la “Terra Madre” e tramite loro mi avvicino alla memoria ancestrale dei nostri antenati e mi sembra di vivere un ritorno alle origini ed all’essenza della vita.

Alle terre affianco nel mio lavoro una vasta gamma di supporti e materiali naturali, quali il legno grezzo dalle bellissime venature, la tela di sacco, il sughero, il cartone, la rete, le sabbie, il vetro, l’ardesia, a cui aggiungerò i metalli, in una ricerca costante di possibilità espressive…

La pittura con le terre rappresenta il momento attuale, e più felice, della mia ricerca artistica, che è cominciata fin da bambina, seguendo le tecniche canoniche del pastello, del carboncino, della tempera e dell’olio e passando anche per la fotografia, il fumetto, la musica e il teatro.

Fondamentale è stato nel 1997 l'incontro con il pittore genovese Andrea Bagnasco, fondatore del “Gruppo delle Terre”, che ha segnato una svolta nella mia ricerca, indirizzandola verso nuove esperimenti cromatici e stilistici. Con Andrea, un caro amico e valente artista, ho compreso che dipingere con la terra significa scendere alle radici delle cose, perseguendo i valori più essenziali della vita.